• Paolo Isetti

Cosa che ci insegna lo smart working da coronavirus?

Essere lontani dall’ufficio ci fa capire quanto siamo importanti , cosa vuol dire lavorare da casa e quanto conta il nostro lavoro...


Il coronavirus ha rivoluzionato la vita di molti italiani , infatti molte aziende hanno avviato una sorta di smart working.

Molti parlano di una grande opportunità il fatto di accelerare l’adozione massiva del lavoro agile di che in Italia ha avuto anche un riconoscimento giuridico nel 2017.

Certamente in queste giornate chi lavora da casa ha la possibilità di riflettere sul proprio lavoro. Stare lontano dall'ufficio ci dà la misura della nostra importanza. È una lezione per tutti, ritrovarsi senza le piccole grandi sicurezze quotidiane dell’ufficio ci aiuta a meditare sul valore aggiunto delle nostre fatiche quotidiane. Qual è insomma il nostro contributo ? Cosa cambia incontrare un cliente dal vivo o al telefono? Cosa succede se rimandiamo una presentazione? Cosa succede se i nostri capi o i nostri collaboratori sono costretti a fare a meno di noi? Una riflessione cinica sulla nostra condizione è molto salutare. Il lavoro agile sulla carta piace a tutti. Le aziende risparmiano e contemporaneamente aumentano il benessere e le motivazioni dei propri dipendenti. I lavoratori hanno una migliore gestione della vita extraprofessionale, un grande risparmio di tempo e di risorse fisiche, nervose e finanziarie con l’eliminazione degli spostamenti.

Una giornata di lavoro “da casa” ci restituisce quella serenità che le pressioni e lo stress dell’ufficio ci hanno tolto.

Le giornate di smart working possono aiutarci a intuire i due aspetti meno evidenti uno di natura organizzativa in quanto responsabilizza e impone di relazionarsi, gestire il tempo in modo diverso in modo diverso.

Stare lontano dall'ufficio ci dice quanto conta il lavoro nella vostra vita.