• Paolo Isetti

Nutella Biscuits: qual è la "ricetta" del successo?

Perché i Nutella Biscuits sono introvabili?


Cerchiamo di analizzare la chiave del successo tra strategia di marketing, comunicazione e... amore.



I Nutella Biscuits rappresentano per Ferrero un’operazione commerciale senza precedenti, che ha richiesto più di 10 anni di sperimentazione e corposi investimenti in ricerca e sviluppo.

Investimenti che hanno dato i loro frutti. Secondo quanto riportato da Angelo Massaro, amministratore delegato della società di rilevazione IRI, «è stato un crescendo perché nella prima settimana le confezioni vendute in Italia sono state 27mila. Nella seconda sono salite oltre il milione e nella terza, l’ultima di cui abbiamo i dati, a un milione e mezzo». Senza contare il clamore mediatico che ha seguito il lancio del fortunato snack della multinazionale e che lo ha portato tra le prime pagine della stampa nazionale, nonché al centro delle conversazioni di migliaia di consumatori, come dimostrano anche i dati di Google Trends.

















Il risultato è stato scaffali vuoti, come testimoniano le foto dei tanti utenti delusi che si ripetono da qualche giorno sui social.


Alcune catene di supermercati sono state costrette a imporre un limite giornaliero all’acquisto per evitare fenomeni di bagarinaggio, come già accaduto a Napoli, dove la confezione di biscotti è stata venduta al doppio o addirittura anche al triplo del prezzo consigliato.

Quella di Ferrero sarebbe una precisa strategia di marketing finalizzata ad accrescere il desiderio dei consumatori. Ad avvalorare questa tesi c’è quel famoso principio della scarsità tanto caro ai marketer, il cui obiettivo è proprio quello di creare un senso di urgenza in vista di un potenziale esaurimento di risorse scarse. In sintesi, vogliamo ciò che non possiamo avere.

Secondo altri l’obiettivo di Ferrero sarebbe quello di spingere la vendita di altri prodotti della gamma come i meno fortunati Nutella B-Ready.

Altri ancora, invece, accusano addirittura l’azienda di Alba di non essere stata in grado di prevedere l’andamento della domanda del prodotto, trovandosi così impreparata ad affrontare una richiesta di tale portata.

L’azienda, intanto, come appurato dalla nostra testata, per policy aziendale non rilascia interviste.