• Paolo Isetti

Che cos’è la Social Media Intelligence e dove può condurre il business e le aziende

Aggiornato il: mag 2

"La risorsa con il più valore al mondo non è più il petrolio, sono i dati".


A dirlo l’Economist nel 2017.

Ormai non è più un segreto, avere la possibilità di utilizzare in maniera attiva i dati significa accedere ad una ricchezza immensa, con un potenziale enorme ad ogni livello e in tutti i settori.


Ad oggi la maggior parte dei dati vengono ancora prodotti dalle persone, che si scambiano idee, opinioni e seguono i propri interessi sui social network, trasformando, di fatto, il mondo virtuale nel contenitore informativo più importante del pianeta.


È stato stimato che solo nel 2018, ogni minuto, ci siano stati 973.000 accessi su Facebook, 481.000 tweet lanciati su Twitter, oltre 800 milioni di utenti attivi su Instagram, 38 milioni di messaggi su Whatsapp.


Analizzare questi dati provenienti dai social fa parte della grande rivoluzione promessa dai Big Data: un potenziale enorme, che non possiamo permetterci di ignorare.


Ma come estrarre e interpretare i dati che si trovano su Facebook, su Instagram o su Twitter?




Estrarre, analizzare, rappresentare un’informazione rilevante e ricavarne un vantaggio in termini di business si chiama social media mining.


Per social media intelligence (SMI), s'intende l’insieme di attività operative che comprendono estrazione, ascolto e analisi dei social media al fine di ricavarne tutte le informazioni del caso.


Si tratta di una cambio di rotta non indifferente. La Social MediaIntelligence, infatti, permette di ridurre l’incertezza tipicamente presente nell’operatore umano durante le fasi decisionali sulle azioni da compiere.



Come si estraggono i dati?


Le tecniche di estrazione sono diverse e variano a seconda dell’obiettivo specifico.


Lo scraping è una tecnica che permette di collezionare dati non strutturati che sono contenuti in siti di proprietà altrui: quelli dei competitor, quelli di recensioni, i forum e così via.


Un altro modo per arrivare ai dati sono le API, una vera e propria porta di accesso a un determinato programma, messe a disposizione per ottenere informazioni non visibili ai più, ma solo ai programmatori. Ogni programma ha le sue API.


Esistono poi piattaforme apposite che fanno per noi tutto il lavoro. Si tratta di software che usano l’intelligenza artificiale per fare social listening, image recognition, etc.

Alcuni sistemi, per esempio, sono in grado di riconoscere nelle immagini social brand, location e scenari, avendo a disposizione un database di loghi. Questo sistema permette di monitorare anche le mention visive su social network, blog, e siti di news.